“Crushcrushcrush”: È tutto un magnamagna

Il contributo di Elisabetta Canalis al mondo della cucina è già un caso.
Dalle pagine patinate (!!!) delle riviste di gossip ai social network, l’ex velina ci svela i segreti del pollo alla piastra, all’insegna della sobrietà e della fantasia.
In preparazione, un videotutorial su come spremere il limone.

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Beh, la ricetta della Canalis mi ha spinto a parlare di fornelli creativi.
Un po’ terapia antistress, un po’ laboratorio, la cucina diventa il pretesto per sperimentare nuove forme di socialità (sembra una traccia della maturità, comincio già a sudare…).

Il primo crush a tema culinario è Let’s Lunch. Si tratta di un servizio gratuito che offre ai suoi iscritti la possibilità di conoscere potenziali datori di lavoro o partner commerciali a pranzo, in un’atmosfera conviviale. Quarantacinque minuti di scambi e proposte, un feedback finale e la reputazione che aumenta (e, con essa, la possibilità di matchare – ho detto proprio matchare? devo riequilibrare… aposiopesi! – profili sempre più compatibili o “alti”). Insomma, un modo gustoso di fare networking.

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Dai lunchers agli gnammers. Con Gnammo, imbucarsi diventa un’arte social. Funziona così: ti registri (gratis) alla piattaforma e puoi cercare la cena o l’evento mangereccio più vicino o più sfizioso, a casa del fan di Masterchef o nel nuovo localino fusion del quartiere. Se, invece, sei un cuoco (anche per diletto), puoi costruire il tuo menu, scegliere gli gnammers in base alla loro reputazione, condividere la tavola e guadagnarci. Aggiungi un posto a tavola che ci scappa pure l’autopromozione…

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E ora spazio ai crush culinari e modaioli. Il primo è Orange Fiber, una maglietta fatta con gli scarti delle arance: la siciliana Adriana Santonocito trasforma il prodotto-bandiera della sua terra in filato, sintetizzando la cellulosa in modo sostenibile. Ah, sul prodotto ci sono pure microcapsule che rilasciano vitamine, per nutrire pelle e spirito.

Il secondo è la Banana Slip-on, una slipper eccentrica dell’ancor più eccentrico designer Kobi Levi. Date un’occhiata alle sue “sculture da indossare”, tutte giocate sull’ironia e sulla cura artigianale. Gomme da masticare, tazzine da caffè, fenicotteri che risvegliano la Paola Ferrari Lady GaGa che è in voi.

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2 pensieri su ““Crushcrushcrush”: È tutto un magnamagna

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